Quando l’alluce devia verso il secondo dito e compare la tipica sporgenza sul lato del piede, il numero riportato nella radiografia aiuta a capire quanto è strutturata la deformità. In questo articolo chiarisco quali angoli si misurano, quali valori indicano una forma lieve o più avanzata, come leggere un referto e perché i gradi, da soli, non decidono il trattamento.
I numeri della radiografia aiutano a capire la deformità, ma non raccontano tutto
- HVA misura la deviazione dell’alluce rispetto al primo metatarso.
- IMA valuta la distanza angolare tra primo e secondo metatarso.
- La radiografia più utile è eseguita sotto carico, con il piede appoggiato.
- In genere, un HVA sotto 15° rientra nella norma, ma le soglie possono variare.
- Dolore, funzione e mobilità contano quanto, e spesso più, del valore angolare.

Che cosa misura davvero l’angolo dell’alluce valgo
L’angolo principale è chiamato HVA, Hallux Valgus Angle. Si forma tra l’asse longitudinale del primo metatarso e quello della falange prossimale dell’alluce. In parole semplici, indica quanto il dito grosso si è spostato verso le altre dita.
Non misura la dimensione della “cipolla” in senso stretto. La prominenza mediale può apparire molto evidente anche quando l’angolo non è particolarmente elevato, soprattutto se sono presenti infiammazione della borsa, gonfiore o una conformazione ossea accentuata. Per questo io considero il valore radiografico un dato di orientamento, non una diagnosi completa.
L’angolo diventa clinicamente interessante quando si accompagna a sintomi come dolore nelle scarpe, difficoltà a camminare, callosità sotto l’avampiede o rigidità dell’articolazione metatarso-falangea. Un piede con 18° e dolore quotidiano merita attenzione quanto un piede con 30° quasi asintomatico.
Gli altri angoli che completano la valutazione
Guardare soltanto l’alluce può essere fuorviante. La deformità coinvolge spesso il rapporto tra il primo raggio del piede, le dita e i sesamoidi, cioè due piccoli ossi situati sotto la testa del primo metatarso.
Angolo intermetatarsale
L’IMA, Intermetatarsal Angle, misura l’angolo tra il primo e il secondo metatarso. Quando aumenta, il primo metatarso tende a spostarsi verso l’interno mentre l’alluce devia lateralmente. È un’informazione importante perché descrive l’ampiezza della base della deformità, non solo la posizione del dito.
Angolo articolare metatarsale distale
Il DMAA valuta l’inclinazione della superficie articolare della testa del primo metatarso. Se questa superficie non è orientata correttamente, l’alluce può continuare a deviare anche dopo una correzione apparentemente semplice. Non è un numero che il paziente deve calcolare, ma può influenzare la pianificazione chirurgica.
Posizione dei sesamoidi e articolazione
La radiografia può mostrare quanto i sesamoidi siano scivolati lateralmente e se l’articolazione sia ancora congruente, cioè se le superfici ossee siano ben allineate. Si controllano inoltre eventuali segni di artrosi, sublussazione e metatarso varo. Questi elementi spiegano perché due persone con lo stesso HVA possono ricevere indicazioni diverse.
Come si misura correttamente sulla radiografia
La misurazione più attendibile viene eseguita su una radiografia del piede in proiezione antero-posteriore o dorsoplantare, con la persona in piedi e sotto carico. Il peso del corpo modifica l’appoggio e può rendere la deviazione più evidente rispetto a un’immagine scattata con il piede sollevato.
Di solito si associano anche una proiezione laterale e, quando serve, una proiezione assiale dei sesamoidi. L’ortopedico o il radiologo traccia gli assi delle ossa e calcola gli angoli. Non basta misurare la direzione del dito guardando una fotografia del piede.
Questo punto viene spesso sottovalutato. Una radiografia non eseguita nello stesso modo, una posizione ruotata del piede o linee tracciate su reperi diversi possono produrre differenze di alcuni gradi. Per controllare una progressione nel tempo, è quindi preferibile confrontare esami realizzati con tecnica simile.
Perché il fai da te può confondere
Misurare l’angolo con un goniometro sulla pelle può essere curioso, ma non è un metodo diagnostico. I tessuti molli nascondono l’asse reale delle ossa e la posizione del piede cambia il risultato. Io non userei mai quel numero per decidere se serva un intervento o per valutare l’efficacia di un tutore.
Come interpretare i gradi senza fissarsi su una soglia
Le classificazioni più utilizzate considerano generalmente normale un HVA inferiore a 15°. Le soglie non sono identiche in tutti i protocolli, quindi il referto va letto insieme a IMA, posizione dei sesamoidi, mobilità articolare e sintomi.
| Grado indicativo | HVA | IMA tra primo e secondo metatarso | Che cosa suggerisce |
|---|---|---|---|
| Nei limiti | 0-15° | 0-9° | Allineamento generalmente conservato |
| Lieve | 15-20° | 9-14° | Deviazione iniziale o contenuta |
| Moderato | 20-40° | 14-20° | Deformità più evidente, da valutare nel suo insieme |
| Severo | Oltre 40° | Oltre 20° | Alterazione importante, spesso con altri cambiamenti articolari |
Questi intervalli sono indicativi, non una pagella del piede. Un HVA di 16° non significa automaticamente che serva una cura specifica, così come 35° non impone da solo la chirurgia. Le classificazioni servono soprattutto a descrivere il quadro e a facilitare il ragionamento clinico.
Può capitare che HVA e IMA non siano nella stessa categoria. In quel caso non si fa una semplice media. Si analizza quale componente prevale e se esistono rigidità, artrosi, sovraccarico del secondo metatarso o deformità delle altre dita.
Che cosa cambia nella scelta del trattamento
La prima domanda non è “quanti gradi ho?”, ma quanto il problema limita la mia vita. Il trattamento conservativo è spesso appropriato quando il dolore è gestibile e l’articolazione mantiene una buona mobilità.
- Scarpe con punta ampia e tomaia morbida per ridurre la pressione sulla sporgenza.
- Protezione locale o separatore quando diminuisce lo sfregamento, senza forzare il dito.
- Esercizi per la muscolatura intrinseca del piede, equilibrio e controllo dell’appoggio.
- Ortesi plantari se l’esame evidenzia alterazioni del carico che possono essere corrette.
- Gestione del dolore e dell’infiammazione con indicazioni personalizzate del professionista.
Scarpe, esercizi e ortesi possono ridurre dolore e sovraccarico, ma non raddrizzano stabilmente un osso già deformato. Anche un tutore notturno può offrire sollievo o una correzione temporanea, senza modificare necessariamente l’angolo radiografico nel lungo periodo.
La chirurgia entra in discussione soprattutto davanti a dolore persistente, difficoltà a calzare, progressione della deformità o fallimento di un percorso conservativo ben condotto. Non dovrebbe essere proposta per il solo aspetto estetico. La tecnica dipende dall’intero quadro radiografico, non da un singolo valore.
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Il ruolo della fisioterapia
La fisioterapia può lavorare sulla mobilità dell’alluce, sulla forza dei muscoli del piede e sul modo in cui il carico passa durante il passo. Nella mia esperienza, il risultato più concreto si vede quando il programma è collegato alle abitudini quotidiane, per esempio scarpe inadatte, stazione eretta prolungata o appoggio instabile.
Gli esercizi hanno però limiti precisi. Possono migliorare funzione, controllo e sintomi, mentre la correzione di una deformità ossea marcata richiede una valutazione ortopedica. Promettere che pochi movimenti elimineranno la sporgenza significa creare aspettative poco realistiche.
Come leggere un referto e quando chiedere una valutazione
Davanti a un referto, cercherei innanzitutto la presenza di HVA, IMA, artrosi, sublussazione dei sesamoidi e indicazione che l’esame sia stato eseguito sotto carico. Un dato isolato come “alluce valgo di 25°” non chiarisce ancora né la causa del dolore né la soluzione più adatta.
È utile portare alla visita anche informazioni pratiche. Segna quando compare il dolore, quali scarpe lo provocano, se riesci a muovere l’alluce, se sono presenti calli e se il disturbo riguarda uno o entrambi i piedi. Questi dettagli aiutano a collegare l’immagine radiografica alla funzione reale.
Una valutazione specialistica è particolarmente importante se la deformità peggiora rapidamente, compare dolore notturno, l’articolazione diventa rigida, il piede si gonfia spesso o compaiono ferite sulla prominenza. In presenza di diabete, problemi circolatori o neuropatie, è prudente non affidarsi a dispositivi acquistati casualmente.
Il numero più utile è quello che guida una decisione sensata
L’angolo dell’alluce valgo serve a quantificare una deviazione ossea e a confrontare il piede nel tempo. La sua interpretazione diventa realmente utile soltanto quando si unisce a dolore, capacità di camminare, mobilità articolare, tipo di appoggio e risultati della visita.
Per questo leggere 18°, 27° o 42° non dovrebbe far scattare né allarme né falsa tranquillità. Una radiografia sotto carico ben eseguita e una valutazione personalizzata permettono di scegliere tra osservazione, fisioterapia, adattamento delle calzature o consulto chirurgico con aspettative molto più realistiche.
